Educazione al rispetto

Educazione al rispetto

Il progetto, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR), l’istituto istruzione secondaria superiore “E. Giannelli” Parabita, il Gay center di Roma e Arcigay Chieti Sylvia Rivera, si è posto l’obiettivo di costruire un dialogo strutturato e continuativo con il mondo della scuola, in particolare con la componente studentesca.

Gli incontri organizzati hanno avuto come target gli studenti e studentesse delle scuola medie superiori della provincia di Chieti e hanno affrontano direttamente i temi dell’accettazione, della discriminazione, del bullismo omofobico, del coming out, della prevenzione al suicidio e della creazione di un ambiente inclusivo.

Obiettivi

Obiettivi generali del progetto

La principale finalità dei nostri incontri è stata contribuire a creare un contesto scolastico inclusivo, multiculturale e aperto a tutte le forme di differenze.

Obiettivi specifici

  • fornire gli strumenti per rapportarsi con tutti i tipi di differenze;
  • fornire un linguaggio corretto che rispetti le differenze individuali;
  • contribuire all’ampliamento delle attitudini relazionali con sé stessi e con gli altri;
  • fornire giuste informazioni relative all’orientamento sessuale, l’identità di genere ed i ruoli di genere;
  • fornire strumenti di decostruzione dei pregiudizi rispetto alle differenze di genere;
  • approfondire le questioni di genere, corporeità, orientamento sessuale;
  • favorire l’acquisizione di prospettive sull’influenza di tali rappresentazioni sull’individuo e sulla persona, posta in una prospettiva intersoggettiva, ovvero inclusa in comunità;
  • favorire l’acquisizione di strumenti analitici per la comprensione delle intenzionalità dei linguaggi, dei differenti registri espressivi, delle eventuali incompletezze relative all’informazione (internet, tv, radio,…).
  • offrire strumenti di prevenzione al suicidio: fornire materiali per richiedere aiuto;
  • presentazione della linea telefonico di supporto “Speakly Help line”: come poter richiedere aiuto e sostegno.
Tempi

Tempi

Gli incontri del progetto “Educazione al rispetto” sono stati realizzati nell’a.s. 2018-2019.

I tempi del progetto sono stati i seguenti:

  • Dicembre 2018: presentazione progetto agli Istituti Scolastici;
  • Dicembre- Gennaio 2019: accordi con gli Istituti Scolastici e scelta delle classi partecipanti;
  • Febbraio – Giugno 2019: svolgimento dell’incontro.

Destinatari

Destinatari

I destinatari del progetto sono stati gli studenti e le studentesse delle scuole medie superiori e gli adolescenti vittime del bullismo.

Gli incontri sono stati rivolti a tutte le classi delle scuole aderenti al progetto.

Beneficiario del progetto è stato anche il personale docente ai quali sono stati offerti strumenti e competenze che aiutino a prevenire o gestire comportamenti di violenza psicologica, verbale o fisica.

Analisi del contesto sociale

La scuola è sicuramente il terreno dove i ragazzi e le ragazze si formano per intraprendere il percorso nell’età adulta: è l’età in cui si sviluppa la propria identità (personale, sociale, sessuale, morale, politica…), le responsabilità aumentano, si stabiliscono riferimenti nuovi tra sé, la famiglia e il gruppo dei pari, si affrontano le molteplici trasformazioni, le scelte e le problematiche caratteristiche di quest’età, percependo sé stessi per la prima volta come componente attiva della società. Questo processo diventa più faticoso se si ha l’impressione che una o più componenti della propria identità siano in dissonanza con le “etichette” della società. Queste apparenti dissonanze possono essere armonizzate laddove si posseggano degli strumenti efficaci per ricucire gli strappi e ci siano le condizioni strutturali più funzionali per ricostruire.

Nicolina Capuano psicologa psicoterapeuta ssessuologa terapeuta EMDR progetti scuola pescara chieti

Il costo sociale di alcune “etichette” (essere migranti o figli di migranti, musulmani, disabili, sovrappeso etc) può rendere, nella maggior parte dei casi, il processo di crescita verso l’età adulta più faticoso. In particolare gli adolescenti LGBT+ (Lesbiche Gay Bisessuali e Transgender) devono scontrarsi con la difficoltà nel trovare informazioni attendibili e modelli positivi a cui fare riferimento, mentre sono facilmente esposti ad atteggiamenti eteronormativi ed omonegativi in contesti scolastici o extrascolastici (famiglia, gruppo di pari, circoli sportivi…); a ciò si aggiunge l’imbarazzo e la sommarietà con cui in molti casi le istituzioni educative e i mass media si occupano delle tematiche LGBT+, cosa che spinge le ragazze e i ragazzi omosessuali (o coloro che sono percepiti come tali) a concepirsi come delle “comparse” nella propria vita relazionale.

Spesso la scuola è, purtroppo, terreno fertile di pregiudizi e conseguenti discriminazioni ai danni di tutte le persone che non rispecchiano questi modelli sociali, rispondenti talvolta a stereotipi fuorvianti.

Altrettanto comune è l’omofobia. I commenti verbali dispregiativi nei confronti dell’omosessualità sono molto frequenti nel linguaggio comune; a volte sono accompagnati da minacce o veri e propri atti di violenza fisica. Non sono comportamenti che danneggiano solo le persone omosessuali: le offese omofobiche sono utilizzate per sanzionare un ventaglio più generale di comportamenti considerati inappropriati. Le vittime di questo abuso sono infatti anche coloro che non rispettano gli stereotipi e le aspettative di genere, ad esempio: ragazzi sensibili o timidi, ragazze sportive o espansive, che non si adeguano ai rigidi canoni di “maschio” e di “femmina” e vengono quindi percepiti come omosessuali e offesi di conseguenza. Anche coloro che hanno familiari gay o lesbiche diventano talvolta oggetto di angherie o emarginazione. Nel linguaggio comune parole come “frocio”, “finocchio”, “lesbica” sono usate come offesa generica, che non prende in reale considerazione l’orientamento sessuale della persona che si vuole offendere. Questo non le rende meno nocive, perché rafforzano e trasmettono un’immagine negativa dell’omosessualità, tale per cui essere paragonati ad una persona omosessuale è di per sé un’offesa.

Nicolina Capuano psicologa psicoterapeuta ssessuologa terapeuta EMDR progetti scuola pescara chieti

La stigmatizzazione e il senso di vulnerabilità a cui sono esposti gli/le adolescenti omo, bisessuali o transessuali possono in molti casi portare ad un calo dell’autostima e delle capacità di socializzazione, oltre che ad una maggiore preoccupazione per la propria sicurezza. Inoltre questa serie di fattori possono, nel medio-lungo termine, compromettere il loro adattamento psicosociale, che, come è stato riscontrato in molti casi, è direttamente proporzionale agli abbandoni scolastici, disturbi psicosomatici e tentativi di suicidio.

Per il raggiungimento di un ambiente davvero inclusivo anche chi discrimina ha diritto ad un intervento educativo per modificare i propri atteggiamenti negativi e prendere parte alla costruzione di un ambiente sicuro e accogliente per tutti e tutte.